Agile-Fragile

Materiali · Carta · Cartone · Piume di carta · Gabbia dorata

Madonne di carta

Figure femminili ispirate all’iconografia religiosa, costruite con carta e cartone. Sulla testa, una gabbia dorata diventa corona.

Una Madonna di carta kraft con una gabbia dorata sul capo, dentro una nicchia bianca, con l’artista seduta davanti.

Sante, martiri, regine

Le Madonne di carta sono figure femminili ispirate all’iconografia religiosa. Sono sante e martiri, ma anche prodotti della società che le ha plasmate. Portano su di sé il peso delle norme patriarcali, di cui sono testimoni silenziose, e allo stesso tempo custodiscono resistenza e vita.

In questo dialogo tra passato e presente, la Madonna non è più il simbolo della sottomissione. Diventa la figura di chi sceglie, di chi attraversa il dubbio e la solitudine per seguire una verità interiore più grande della paura.

La materia

Ogni figura è costruita con carta e cartone, spesso di recupero. Sono materiali poveri, destinati a essere buttati, che qui ritrovano dignità e forma. I capelli sono piume di carta ritagliate a mano: fragili, ma leggere e agili, pronte al volo.

La fragilità dei materiali non è un limite. È il messaggio stesso dell’opera: ciò che sembra debole, messo insieme con cura, regge.

Dalla gabbia alla corona

Sul capo di ogni Madonna poggia una gabbia dorata. È l’eredità simbolica di ogni corpo costretto, giudicato, frenato. Ma è anche il punto di partenza di una metamorfosi: attraversata, la gabbia si trasforma in corona.

Non è un potere conquistato con la forza, ma con la consapevolezza. Un processo quasi alchemico, in cui ciò che imprigionava diventa ciò che incorona.

Le cinque ferite

Davanti alla figura si trova un inginocchiatoio, simbolo di caduta e insieme di elevazione. Su di esso sono evocate le cinque ferite emozionali, ognuna rappresentata da un colore:

  • il rifiuto
  • l’abbandono
  • l’umiliazione
  • il tradimento
  • l’ingiustizia

Sono ferite invisibili ma profondamente umane, che molte donne portano dentro. Nell’opera diventano feritoie, aperture da cui passa la luce.

La gabbia che porto nelle mie opere non è un ornamento. Se attraversata, può diventare una corona.