Agile-Fragile

Fragilità · 1 min di lettura

L’obsolescenza fragile

Un racconto di oggetti e di persone che attraversano l’obsolescenza, e della forza di rinascita che resta in ciò che viene considerato superato.

Carta kraft piegata e stropicciata, il materiale con cui sono costruite le figure.

Una società che corre

Viviamo in una società frenetica, in continua evoluzione, dove tutto invecchia in fretta. Gli oggetti vengono sostituiti prima ancora di rompersi. Ciò che ieri era nuovo, oggi sembra già superato.

L’obsolescenza fragile è il racconto di questo cammino. Un cammino che non riguarda solo le cose, ma anche le persone.

Oggetti e persone

Anche le persone, come gli oggetti, vengono talvolta considerate superate e inutili. Accade soprattutto alle donne: quando cambiano ruolo, quando smettono di corrispondere a un’immagine, quando la società decide che hanno già dato ciò che dovevano dare.

È una riflessione sulla condizione umana. Mettere accanto un oggetto scartato e una vita messa da parte significa chiedersi chi decide ciò che vale e ciò che non vale più.

La forza di una rinascita

Eppure ciò che viene scartato conserva qualcosa. Negli oggetti dimenticati resta la memoria di un uso, di una mano, di una storia. Nelle persone resta intatta la forza di una rinascita.

Per questo le opere di Agile-Fragile nascono da materiali poveri e di recupero: carta, cartone, piume, scarti. Messi insieme con cura, diventano figure capaci di stare in piedi.

Dalla fragilità all’antifragilità

La fragilità non è la fine del percorso. È il punto da cui si può ripartire. Chi è stato considerato superato può trasformare quella ferita in una forza nuova, non nonostante la fragilità, ma attraverso di essa.

È questo il passaggio che le opere cercano di mostrare: dalla fragilità all’antifragilità, dall’essere messi da parte al tornare al centro della propria vita.