Agile-Fragile

Corpo · 2 min di lettura

L’epoca della performance

In un mondo ossessionato dall’ottimizzazione, il biologo Olivier Hamant invita a un rovesciamento: e se le nostre fragilità fossero le nostre vere forze?

Una donna con piume rosse tra i capelli tiene tra le mani una piccola gabbia dorata.

Il culto dell’ottimizzazione

Viviamo in un mondo ossessionato dall’ottimizzazione. Gli indicatori di performance hanno invaso i nostri uffici, le nostre scuole, le nostre case. In questo rumore, le parole di Olivier Hamant risuonano come un respiro salutare.

Che cosa insegna la vita

Olivier Hamant studia la robustezza della vita. Osserva che gli alberi esposti al vento formano tronchi più solidi, che le radici che incontrano un ostacolo inventano nuovi percorsi, che gli organismi messi alla prova trovano soluzioni inattese.

La vita non elimina le difficoltà: le affronta e fa i conti con esse. Non cerca la massima efficienza, ma la durata.

La nostra religione moderna

Noi, invece, abbiamo fatto dell’ottimizzazione la nostra religione moderna. Inseguiamo la routine perfetta, l’alimentazione ideale, la relazione amorosa ottimale. Eliminiamo gli attriti e leviamo gli spigoli perché tutto giri liscio, senza sorprese, come se la vita fosse un motore da regolare al millimetro.

Ma che cosa perdiamo in questa corsa sfrenata all’efficienza?

Il rovesciamento

Hamant ci invita a rovesciare la domanda. E se le nostre fragilità fossero le nostre vere forze? E se le nostre lentezze nascondessero saggezze? E se fossero proprio le imperfezioni a renderci robusti?

  • Le angosce possono insegnarci a navigare nell’incertezza.
  • I fallimenti possono insegnarci a inventare.
  • I rallentamenti possono mostrarci ciò che la velocità ci sottrae.

Forse quella conversazione difficile, quel progetto che resiste, quella relazione che ci scuote non sono errori da correggere, ma strade da esplorare.

Fare con, non fare contro

La robustezza, dice Hamant, è la capacità di continuare nonostante le perturbazioni. Non grazie alla loro assenza, ma proprio a causa della loro presenza.

È l’arte di fare con, più che di fare contro. Di adattarsi invece di dominare. Di danzare con il caos invece di imporgli il nostro ordine.

Fidatevi delle vostre imperfezioni.

E tu, in quale fragilità della tua vita hai scoperto una forza nascosta?