Agile-Fragile

Donne e materia · 2 min di lettura

La mia gabbia è diventata una corona

L’arte come atto di resistenza sociale. La Madonna con la gabbia dorata, le radici pugliesi e un progetto che porta le opere nei luoghi più fragili.

La Madonna di carta con la gabbia dorata sul capo, in una nicchia bianca, con l’artista seduta davanti.

Tecnica e urgenza

Ci sono opere che nascono da una tecnica. Altre da un’urgenza. La mia Madonna con la gabbia dorata nasce da entrambe.

È fatta di carta, piume e memoria. È fragile come una ferita e resistente come chi ha imparato a starci dentro.

Le radici

Questa Madonna porta con sé un pezzo simbolico della mia terra, la Puglia. Non solo carta e piume, ma radici, storie e visioni di un Sud che resiste.

È stata esposta a Roma, nello spazio Miracoli di Via del Corso, accanto alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli. La Gazzetta del Mezzogiorno ne ha raccontato il percorso e la scelta simbolica:

Le sue opere, collage tridimensionali e sculture in carta e materiali di recupero, affrontano temi profondi come la resilienza, la condizione femminile, l’oscuramento dell’essere umano e la trasformazione delle ferite in coraggio.

Che cosa significa la gabbia

La gabbia che porto nelle mie opere non è un ornamento. È l’eredità simbolica di ogni corpo costretto, giudicato, frenato.

Ma se viene attraversata, quella gabbia può mutare. Può diventare una corona: il simbolo di un potere interiore conquistato non con la forza, ma con la trasformazione.

Oltre la cornice

Questa visione non resta chiusa in una cornice. Con il progetto Agile-Fragile porto le opere nei luoghi più fragili:

  • nelle carceri;
  • negli ospedali;
  • nei laboratori con donne che hanno vissuto traumi.

Lì l’arte non è decorazione. È un varco, una via per riscrivere il proprio significato anche a partire dagli scarti.

Un manifesto vivo

Ogni opera ha una storia. Ogni frammento è stato scelto, ascoltato, trasformato.

Non è solo una mostra. È un manifesto vivo. È la mia storia, ma è anche la tua. Se hai attraversato il dolore nella gabbia e ne sei uscita diversa, queste opere ti appartengono. E c’è posto anche per la tua storia.